Salute & Benessere
Alimentazione e Diete
Il rendimento scolastico? Dipende dall’alimentazione
Consumare frutta e verdura e seguire una dieta equilibrata influisce positivamente sullo studio e sulle performance scolastiche. Gli esiti di una ricerca pubblicata sul «Journal of School Health».
Il segreto di una brillante carriera scolastica? In primo luogo uno studio metodico e approfondito, e a seguire una dieta sana ed equilibrata. Finora gli studi in materia hanno sottolineato gli effetti deleteri sulle performance scolastiche della malnutrizione o dell’insufficiente apporto di micronutrienti, senza indagare, in positivo, il contributo sulle abilità cognitive di una dieta bilanciata. A colmare questa lacuna uno studio dell’University of Alberta, Canada, pubblicato sulle pagine del «Journal of School Health», basato sui dati (introito calorico, altezza, peso e variabili sociodemografiche) di 5000 studenti canadesi. La qualità delle abitudini alimentari è stata calcolata ricorrendo all’indice DQI-I (Diet Quality Index-International), che valuta come più salutari le diete ricche di frutta, verdura, cereali, fibre, proteine, ferro, calcio, vitamine e povere di sale e grassi. La performance scolastica è stata invece valutata tramite l’Elementary Literacy Assessment, un test cognitivo composto da una serie di quesiti su alcune letture somministrate agli studenti. Dagli esiti incrociati dei test è risultato che gli studenti la cui dieta era ricca di frutta e verdura e più povera di grassi commettevano meno errori nel test di apprendimento: la possibilità di sbagliare scendeva fino al 41% in meno rispetto agli studenti più «sregolati» e meno attenti all’alimentazione.
«Alla luce delle problematiche dell’obesità infantile e dell’adozione di diete povere da un punto di vista nutritivo – sostiene Paul J. Veugelers, a capo del team di studiosi, – la prevenzione è una priorità nell’ambito della salute pubblica. Dai risultati ottenuti si ricava la necessità di investire in programmi nutrizionali ad hoc nelle scuole, in grado non solo di proteggere la salute degli studenti ma anche di migliorare le loro performance sui banchi di scuola».
AA.VV.
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