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| Numero 23 di Giovedì 17 Dicembre 2009 | |
Salute & Benessere
Alimentazione e Diete
Fruttosio: nuovo nemico della pressione
Non solo il sale: si allunga la lista nera della dieta per le persone affette da ipertensione. Il nuovo imputato si chiama «sciroppo di glucosio-fruttosio prodotto dall’amido di mais». Uno studio presentato a San Francisco, al 42° congresso nazionale della American Society of Nephrology, afferma infatti che proprio una dieta ricca di fruttosio potrebbe influire negativamente sulla pressione sanguigna. Di conseguenza, modificando la propria dieta in modo da assumere minori quantità di queste sostanze provenienti da alimenti «processati», si potrebbero osservare anche degli effetti positivi nel controllo della pressione.
Secondo i ricercatori dell’università del Colorado, che hanno svolto la ricerca, durante gli ultimi 200 anni il tasso di assunzione di fruttosio è cresciuto parallelamente all’aumento dell’obesità. Quest’ultima in particolare è drasticamente aumentata negli ultimi 20 anni, cioè dopo l’introduzione e il largo impiego negli alimenti di sciroppo di glucosio-fruttosio prodotto dall’amido di mais. «Gli americani – spiega la coordinatrice dello stidio Diana Jalal - oggi consumano il 30% di fruttosio in più rispetto a 20 anni fa, e quattro volte di più rispetto a 100 anni fa, quando l’obesità colpiva meno del 5% della popolazione». Dati consistenti ma che, fino a ieri, nessuno era ancora riuscito a mettere scientificamente in relazione. Per cercare di provare l’esistenza di una collegamento tra i due trend, Jalal e i suoi colleghi hanno analizzato 4.528 adulti di almeno 18 anni, senza alcun precedente di ipertensione. L’assunzione di fruttosio è stata calcolata in base ad un questionario giornaliero, in cui venivano anche segnalati alimenti come succhi di frutta, soft drink, prodotti da panificio e caramelle. I risultati hanno mostrato che le persone che mangiavano o bevevano più di 74 grammi al giorno di fruttosio (il corrispettivo di due soft-drink e mezzo al giorno) aumentavano il loro rischio di sviluppare ipertensione. Nello specifico, il rischio cresceva del 28%, 36% e 86% rispettivamente per livelli pressori di 135/85, 140/90, e 160/100 mmHg. «Questi risultati – hanno commentato gli autori - indicano che un’alta assunzione di fruttosio sotto forma di zuccheri aggiunti è significativamente e indipendentemente associata con livelli pressori maggiori in una popolazione senza precedenti di ipertensione». Tuttavia, fa osservare qualche osservatore critico, serviranno studi addizionali per dimostrare che una dieta povera di fruttosio possa normalizzare la pressione e prevenire lo sviluppo di ipertensione.
Un valido aiuto per la normalizzazione dei valori pressori può essere rappresentata dal Cellfood Diet Switch. Per scaricare la scheda sul prodotto cliccare qui.
AA.VV. |
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