Salute & Benessere
Integratori Alimentari
Voglia d'aria voglia di ossigeno: l'importanza dell'integrazione a base di ossigeno
UNA BOCCATA DI ARIA PURA PER LE NOSTRE CELLULE: OSSIGENO PER
LA VITA
Quanto sia importante l'ossigeno per i processi vitali è cosa nota. Quando il corpo non presenta accumuli di tossine funziona meglio, è in grado di proteggersi dagli attacchi esterni, di assimilare in maniera ottimale gli elementi nutrizionali dal cibo e di liberarsi dagli elementi nocivi che, come ben sappiamo, sono la causa primaria di futuri malesseri ed anche di inestetismi (come pelle rovinata, cellulite, ecc).
L'importanza dell'ossigeno.
Quando respiriamo assimiliamo ossigeno, elemento basilare per l'ossidazione che serve a due scopi primari: utilizzare gli elementi nutrizionali (vitamine, minerali, oligoelementi…) presenti nel cibo che ingeriamo ed eliminare le scorie, sia quelle derivate da ciò che di nocivo o inutile è stato introdotto nel nostro corpo (non tutto ciò che ingeriamo è utile e necessario, in particolar modo oggi in cui tutti seguiamo un’alimentazione poco sana!), sia quelle che l’organismo stesso produce attraverso il normale funzionamento (radicali liberi).
L'ossigeno è indispensabile per dar vita a delle reazioni chimiche – chiamate ossigenazioni o ossidazioni – necessarie a raggiungere due effetti principali:
1. l'ossigenazione del cibo, ovvero il rilascio e l'utilizzo dell'energia ricavata dagli elementi nutrizionali; 2. l'ossidazione del materiale di scarto, ovvero l'eliminazione delle tossine.
Una carenza di ossigeno nel corpo determina una scarsa assimilazione delle sostanze nutritive dagli alimenti ed un accumulo di sostanze nocive che causa debolezza generale, stanchezza, vertigini, depressione, perdita di memoria, invecchiamento precoce, irritabilità, problemi circolatori, cattiva digestione, dolori e disturbi muscolari, artriti e complicazioni bronchiali. Anche il sistema immunitario può venire compromesso da una mancanza di ossigeno ed il corpo diventa più suscettibile a batteri opportunisti, infezioni, raffreddori virali e parassitari ed all’influenza. La carenza di ossigeno può condurre anche a malattie che mettono in pericolo la vita, come il cancro. È, infatti, ben noto che le forme tumorali e la maggior parte delle infezioni o malattie, non possano prosperare in un ambiente ricco di ossigeno. I quattro elementi base che aiutano il nostro corpo a generare e mantenere i processi vitali sono: proteine, carboidrati, acqua ed energia. Per capire l’importanza dell’ossigeno analizziamo la composizione chimica di questi quattro elementi: 1. Proteine = Ossigeno + Azoto + Idrogeno + Carbonio. 2. Carboidrati = Ossigeno + Idrogeno + Carbonio. 3. Acqua = Ossigeno + Idrogeno. 4. Energia = Ossigeno + Carboidrati.
Come si può ben vedere l'ossigeno può essere ragionevolmente considerato la fonte di vita delle cellule del nostro organismo.
Bisogno di ossigeno La mancanza d'energia è la prima manifestazione della carenza di ossigeno (ipossia), mentre un livello energetico alto corrisponde sempre a una buona ossigenazione dell'organismo. Sono molti i fattori che contribuiscono ad un impoverimento di ossigeno nel nostro corpo: l'inquinamento (che ha ridotto il livello di ossigeno nell'atmosfera) e le abitudini alimentari e di vita errate (fumo, alcool, farmaci, alimentazione povera di sali minerali e vitamine, bevande che contengono ecitotossine, ovvero aromi ed additivi aggiunti negli alimenti). Anche lo stress a livello emotivo provoca, per liberazione di adrenalina, una vasocostrizione con diminuzione della circolazione capillare, concorrendo quindi a ridurre la quantità di ossigeno utilizzabile dalle cellule. L’ossigeno (O2) è una componente essenziale di tutte le forme di vita superiore presenti sulla Terra, ma è al contempo una molecola potenzialmente tossica. Nel corso dell’evoluzione naturale le speci animali hanno sviluppato dei sistemi biologici estremamente complessi per ottimizzarne l’utilizzo. Tali sistemi hanno la caratteristica di avere margini di tolleranza delle oscillazioni della concentrazione e/o della pressione parziale di O2 relativamente ridotti. L’esposizione acuta o cronica ad una condizione di ipossia (cioè di relativa carenza di O2) viene compensata con una serie di meccanismi fisiologici, biochimici e molecolari di adattamento, che tendono a ristabilire nuovi equilibri funzionali. Tali meccanismi sono solo parzialmente conosciuti, e almeno in parte essi sembrano comuni ad alcune reazioni dell’organismo agli eventi ischemici, cioè ad eventi patologici caratterizzati da una carenza di O2 per una riduzione dell’apporto di sangue a livello di organi o tessuti; eventi che costituiscono la principale causa di morte nel mondo occidentale. Lo studio dei meccanismi di adattamento all’ipossia riveste pertanto un notevole interesse sia a livello di conoscenze di base che di salute pubblica, anche per una migliore comprensione di tutta una serie di importanti patologie cardiovascolari e respiratorie. Da ciò deriva l’interesse per lo studio dei meccanismi fisiopatologici di adattamento o di cattivo adattamento all’ipossia.
Uno stato ipossico (che può essere dovuto a diverse cause) provoca nelle cellule dei mammiferi molteplici danni, dal momento che la mancanza di un costante apporto di ossigeno non è compatibile con la normale produzione energetica e conseguentemente con la sopravvivenza cellulare.
Per limitare i danni all'interno della cellula vengono attivati diversi meccanismi di compensazione quali ad esempio un diverso utilizzo intracellulare di ATP (secondo un preciso ordine di priorità) e delle modificazioni nell'attività mitocondriale. I meccanismi più importanti riguardano però la trascrizione di specifici geni indotta dal fattore di trascrizione chiave “Hypoxia Inducible Factor 1” (HIF-1), che provoca cambiamenti non solo a livello cellulare ma anche a livello sistemico. L'azione dell'HIF-1, ad esempio, ha effetti sull'apparato circolatorio: l'aumento della trascrizione dell'eritropoietina (EPO) determina un maggior numero di eritrociti circolanti, in modo tale da migliorare la perfusione (e quindi l'ossigenazione) tissutale. Il tessuto nervoso cerebrale e il miocardio sono i tessuti del corpo umano più sofferenti per la mancanza di ossigeno; di conseguenza in uno stato di ipossia o di attacco ischemico, qualora tali condizioni non vengano modificate entro breve (e nel caso del cervello brevissimo) periodo, è possibile giungere ad alterazioni e danni tissutali spesso irreparabili. L’ipossia è quindi fondamentalmente la condizione in cui si trova una cellula che non ha un adeguato apporto di ossigeno. Ciò può avvenire per diversi motivi:
1) Ipossia arteriosa (bassa PO2 del sangue arterioso): a. Bassa PO2 nell’aria inspirata: altitudine, respirazione in spazio chiuso, respirazione di miscela gassosa artificiale con una PO2 più bassa di quella dell’aria atmosferica. b. Diminuita ventilazione polmonare: ostruzione delle vie aeree, astenia o paralisi dei muscoli respiratori, depressione del centro respiratorio da farmaci, pneumotorace. c. Inadeguata ossigenazione nei polmoni (anormali): scarso mixing, alterata diffusione (blocco alveolocapillare), costrizione bronchiale (asma), riempimento alveolare da fluidi (edema polmonare, emorragia polmonare, polmonite, annegamento), cortocircuiti venoarteriosi (vari tipi di anomalie cardiache o vascolari in cui sangue non ossigenato si mescola a quello ossigenato). 2) Ipossia anemica (abbassata capacità in ossigeno del sangue): a. Contenuto di emoglobina inferiore alla norma (anemie) b. Emoglobina combinata con qualcosa di diverso dall’O2 (es. CO) d. Emoglobina alterata, così che non può combinarsi con O2 (metaemoglobina) 3) Ipossia ipocinetica (diminuita velocità del flusso ematico): a. Generalizzata (insufficienza cardiaca congestizia, emorragie, shock,…) b. Localizzata (vasospasmo, trombosi, embolia)
Ogni cellula del corpo ha bisogno di ossigeno per poter funzionare. Se, per un qualunque motivo, l'ossigeno diventa insufficiente, l'intero organismo ne risente. Sono i polmoni a fornire l'ossigeno, indispensabile per il nostro corpo, e ad eliminare l'anidride carbonica che invece è tossica. Quando i polmoni non riescono a lavorare bene anche gli altri organi del corpo hanno difficoltà a lavorare bene. Ciò significa che la salute dei nostri polmoni ha un impatto diretto e immediato sul nostro stato di salute generale. Molti studiosi e ricercatori hanno cercato di sviluppare terapie in grado di garantire un apporto adeguato di ossigeno all’organismo: in genere si parla di "ossigeno terapia" riferendosi ad un processo che aumenta il contenuto di ossigeno disponibile per l’organismo, ma le terapie possono comprendere anche processi che aumentano la capacità del corpo di usare o di assorbire l’ossigeno. La maggior parte di questi trattamenti prevede però la prescrizione da parte di un medico professionista autorizzato e la sua supervisione, cosa invece non necessaria se si ricorre all'assunzione di integratori di ossigeno in gocce.
Il dottor Everett Lafayette Storey è famoso per essere stato l'inventore della tecnologia utilizzata per innescare il meccanismo d'azione della bomba all'idrogeno. Era un chimico fisico, microbiologo, autore di diversi libri; esperto nella tecnologia dell’acqua pesante e della forza di coesione atomica. A lui vengono accreditate molte scoperte, ma ciò che rappresentò il suo maggior successo fu l'individuazione di una sostanza particolarmente adatta a ripristinare il benessere e la successiva creazione di un prodotto specifico per tale scopo. Questo prodotto, ossigeno in gocce abbinato all'idrogeno, è il risultato di 42 anni di ricerche cominciate da Storey per trovare un rimedio alle forti irradiazioni radioattive a cui lui e gli altri suoi colleghi ricercatori erano stati prolungatamente esposti. Col tempo Storey si accorse che le sue scoperte andavano a vantaggio di tutti, in modo particolare di coloro che soffrivano a causa della carenza di ossigeno nell'organismo. La formula inventata da Everett L. Storey denominata CELLFOOD, ha la capacità di dissociare la molecola dell’acqua in ossigeno ed idrogeno nascente. Questa rottura della molecola dell’acqua provoca il rilascio dei gas di idrogeno e ossigeno simultaneamente, in una reazione a catena che coinvolge soltanto circa cinquecento millesimi dell’umidità disponibile nel corpo in una volta sola. L'utilizzo del deuterio nell’acqua permette un aumento del 300% dell’ossigeno disciolto, o un aumento del 500% nel caso di una semplice aerazione meccanica. Teniamo presente che questo aumento dei liquidi del corpo avviene in continuazione, ovvero "a cascata" – raggiunge il suo massimo in 8-12 ore e perdura fino a tre giorni dopo l’assunzione – rifornendoci delle giuste quantità di ossigeno e idrogeno. Accanto all'ossigeno, di pari importanza è l'idrogeno, una sostanza indispensabile nella catena di trasporto degli elettroni, ovvero quel meccanismo necessario ad avviare il processo di conversione degli elementi in energia e alla sua evoluzione in forme solide. L'idrogeno viene associato ai processi di solidificazione, integrazione e concentrazione, oltre che alla sua funzione di equilibratore del pH dei fluidi corporei, in quanto l'ossigeno, di per sé è una sostanza acidificante. Proprio per questa ragione la formula necessitava di un elemento che controbilanciasse i possibili effetti indesiderati dell'ossigeno. La formula del dottor Everett, “CELLFOOD", si sviluppa da una soluzione che ha la capacità di rilasciare simultaneamente ossigeno e idrogeno nascenti, è un concentrato complesso super energizzato di 78 minerali, 34 enzimi, 17 aminoacidi in tracce.
L'ossigeno e le cellule, ossigeno per la vita Una normale cellula in perfette condizioni di salute brucia (metabolizza/ossida) ossigeno e glucosio per produrre energia e, come risultato di tale processo, rilascia anidride carbonica e acqua (metabolismo cellulare aerobico). Una cellula con insufficiente quantità d’ossigeno, per produrre energia, brucia prevalentemente glucosio (metabolismo cellulare anaerobico). Questo processo di combustione (fermentazione di zucchero) ha come risultato il rilascio di acido lattico e monossido di carbonio invece di acqua e anidride carbonica. Una cellula che lavora anaerobicamente (con poco ossigeno) deve lavorare molto di più, rispetto a una cellula “ossigenata”, per produrre la stessa quantità di energia. Assumere un integratore di ossigeno vuol dire quindi ridurre il lavoro anaerobico delle cellule, riducendo la produzione dell’acido lattico, incrementando di conseguenza l’energia a disposizione. Ogni cellula del corpo è inoltre circondata da uno strato di grasso, chiamato tessuto lipidico, responsabile della sua protezione dall’attacco di batteri, virus e radicali liberi. Quando una persona è in carenza di ossigeno, lo strato lipidico s’indebolisce rendendo vulnerabile la cellula. Compito del nostro sistema immunitario (globuli bianchi) è quello di ossigenare tali cellule così da renderle protette e ben funzionanti. Ovviamente si deve però avere abbastanza ossigeno a disposizione e la respirazione, spesso insufficiente, non ci permette di assimilarne la quantità necessaria per proteggere la nostra salute. Ecco perché l'integrazione di ossigeno si rivela un grosso aiuto. Una migliore ossigenazione generale permette al nostro organismo di assimilare meglio le sostanze nutritive (sali minerali vitamine) presenti negli alimenti, rendendo anche più efficaci le integrazioni vitaminiche o alimentari (tra l'altro l'integratore di ossigeno non presenta controindicazioni se associato con altri farmaci). Una maggiore presenza di ossigeno nel nostro corpo, permette all'organismo di lavorare meglio, quindi di depurarsi, perché attivando le funzioni organiche vengono stimolate anche quelle preposte alla disintossicazione del corpo. Assumere ossigeno, vuol dire dunque attivare le naturali funzioni vitali dell'organismo, disintossicarsi e aumentare così l’energia a disposizione del corpo e della mente.
La crisi di guarigione È bene sottolineare una volta di più che il nostro organismo utilizza l’ossigeno anche per disintossicarsi dai materiali di scarto, pertanto, quando si integra con delle gocce di ossigeno, si può entrare in una cosiddetta "crisi di guarigione", ovvero si scatenano dei possibili malesseri iniziali. Questo è il segnale che indica come il nostro corpo stia gradualmente eliminando le tossine e regolando le proprie funzioni. Infatti quando si incomincia a disintossicare il corpo, le tossine liberate e messe in circolo sulla via dell'eliminazione, producono una specie di momentanea "intossicazione", che dura fino a quando l'organismo non riesce a eliminare del tutto le scorie messe in circolazione. È quindi normale il malessere iniziale, come pure un possibile amento della diuresi o un ritmo intestinale sfasato (costipazione o diarrea) durante l’assunzione del prodotto. Accanto a tutto ciò potranno poi manifestarsi dei sintomi spiacevoli, dovuti alla massiccia entrata in circolo delle tossine che si stanno liberando. I disturbi più frequenti sono mal di testa, dolori vari, fastidi allo stomaco, una diminuzione iniziale di energia, altri sintomi derivanti dal processo di pulizia in atto. Si tratta di una normale reazione di disintossicazione che non deve allarmare. Durante il periodo di disintossicazione, sarà opportuno bere abbondantemente, così da stimolare la diuresi ed eliminare più in fretta le tossine. Se si è decisi a attuare un grosso lavoro di depurazione e rigenerazione, si potrà optare per l'assunzione di un dosaggio alto, mentre se si preferisce depurare l'organismo in modo più moderato, così da permettere al corpo di liberarsi poco alla volta dalle scorie, evitando quindi una crisi più marcata, si opterà allora per dei dosaggi più bassi. Si ricordi comunque che, nel caso la crisi di guarigione (disintossicazione) sia troppo fastidiosa, si potrà ridurre il dosaggio per poi gradatamente aumentarlo fino al livello accettabile.
Riassumiamo i benefici principali L'integrazione di ossigeno aumenta l'energia a disposizione dell’organismo, purifica dalle tossine e permette al contempo un migliore utilizzo dei nutrienti (in buona parte già contenuti in forma colloidale nella formula stessa). L’organismo può dunque funzionare in modo più efficace. Riattivando le funzioni vitali si può notare che anche il metabolismo del corpo viene equilibrato, ovvero se si hanno o la fase catabolica (l'immagazzinamento energetico), oppure quella anabolica (l'utilizzo dell'energia immagazzinata per costruire o avere energia a disposizione per le attività) più sviluppata rispetto all’altra, gli integratori a base di d'ossigeno in gocce sono in grado di armonizzare le due funzioni. In sintesi gli effetti di una integrazione a base di gocce d'ossigeno sono i seguenti:
- depurazione del sangue da scorie metaboliche, tossine, radicali liberi; - ottimizzazione della produzione, del mantenimento e della circolazione di energia; - aumento delle difese immunitarie; - miglioramento della circolazione; - riduzione dei tempi di recupero da stress psicofisici; - normalizzazione della pressione; - attivazione della mente; - aumento delle capacità mnemoniche; - aumento della concentrazione; - aumento della soglia di sopportazione dello stress; - aiuto nel recuperare la serenità; - miglioramento dell’efficienza delle terapie olistiche e delle diete; - riduzione della ritenzione idrica; - riduzione del gonfiore intestinale e miglioramento delle sue funzioni; - aumento delle capacità motorie; - aumento della capacità di resistenza; - riduzione della produzione dell’acido lattico; - ossidazione dei radicali liberi prodotti durante lo sforzo fisico
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