Eurodream CELLFOOD Ossigeno per la vita
Numero 6 di Venerdì 07 Dicembre 2007 
 Salute & Benessere   Radicali Liberi

 

 I danni causati dai radicali liberi: un pericolo da affrontare


La formazione di radicali liberi provoca danni a: lipidi, proteine e acidi nucleici (DNA, RNA), degenerazioni delle funzioni cellulari, invecchiamento e sviluppo di patologie.
Se aggiungiamo a questa lista i pensieri negativi, errori dietetici, inquinamento, carente idratazione, scarso o eccessivo esercizio fisico, scarso riposo notturno, cattiva qualità dell’aria e farmaci raggiungiamo limiti insopportabili per il nostro organismo…………….

Malattie che beneficiano della riduzione di radicali liberi
L’approccio della medicina moderna, spesso rivolta alla mera cura dei sintomi, sta vacillando per lasciare spazio a nuovi ed entusiasmanti paradigmi unificanti che tendono a ridimensionare il significato delle singole patologie, conglomerando disturbi, apparentemente distanti e diversi fra loro, nel più ampio contenitore delle patologie da radicali liberi:


-         malattie cardiovascolari
-         asma
-         enfisema
-         artrite reumatoide
-         cataratta
-         cancro
-           infarto
-         obesità
-         colite
-         diabete
-         ulcera
-         colite ulcerosa
-         morbo di Crohn
-         malattie immunitarie
-         disturbi mentali
-         osteoporosi
-         arteriosclerosi
-         ecc.

Come la ruggine corrode i metalli, così la mancanza di ossigeno danneggia la qualità della vita delle cellule.
L’acquisizione di nuovi e fondamentali dati scientifici sulla biochimica dell’ossidazione cellulare ha consentito di scoprire che la carenza di ossigeno, alterando la funzione della permeabilità selettiva delle membrane cellulari, può indurre nei diversi organi e apparati sintomi e patologie differenti, apparentate però da un unico comune denominatore, la mancanza di ossigeno appunto.
Diabete, infarto, ictus, tumore presentano sintomi clinici diversi, ma in realtà sono situazioni che scaturiscono dalla scarsa efficienza delle difese antiossidanti dell’organismo.
Attualmente sono state identificate oltre mille sostanze chimiche potenzialmente oncogene: ma anche le radiazioni ultraviolette e quelle ionizzanti, la presenza di amalgami dentari (tipo gamma 1 e gamma 2) e alcuni virus possono insidiare l’equilibrio metabolico della cellula.
La cellula tumorale non è assolutamente da considerare una cellula impazzita o anarchica, tutt’altro; sembra che sappia decisamente il fatto suo e sia in grado di adattarsi, con estremo pleomorfismo alla situazione di carenza di ossigeno, come asseriva giustamente Warburg. Secondo quest’ottica, la cellula neoplastica non sarebbe altro che una cellula normale che ha dovuto semplicemente stringere la cinghia per sopravvivere in un ambiente ostile.
Il ruolo svolto dal terreno biologico individuale come fattore predisponente all’insorgenza delle principali malattie, ivi cmpreso il cancro, fu già dimostrato nel lontano 1960 da Lous Claude Vincent.
Questo scienziato, caduto chissà perché nel dimenticatoio, aveva già compreso allora il chiaro e semplice meccanismo alla base del cancro: aveva infatti ricevuto dal Ministero della Sanità Francese l’incarico ufficiale di appurare perché certe città francesi avevano un numero di decessi più elevato rispetto ad altre, arrivò alla conclusione che un organismo alcalino-ossidato, deprivato di elettroni e di ossigeno, rappresenti il pabulum ideale per l’insorgenza del cancro.
Su tale substrato la crescita di comuni lieviti, tipo Candida albicans, risulterebbe privilegiata secondo la Teoria Fermentativa, che vedrebbe tali cellule impegnate in un’eccessiva produzione di lattato, conseguente a una diminuita efficienza del Ciclo degli Acidi Tricarbossilici (ciclo di Krebs).
Sembrerebbe insomma che senza ossigeno si muoia, subito oppure lentamente. Se smettete di respirare, vi rendete immediatamente conto di questa ovvia verità; se interrompete invece la respirazione cellulare-mitocondriale, intossicandovi attraverso moduli esistenziali-comportamentali errati, potreste non percepire un immediato e palese segnale di allarme, anche se state forse già favorendo la produzione di cellule neoplastiche nel vostro organismo.
Metodiche non invasive, innovative e poco costose come la BEV (Bioelettronica di Vincent) consentno di valutare lo stress ossidativo generale, e mirato su vari distretti corporei sui quali si sta indirizzando la carenza di elettoni, consentendo di prevenire con grande anticipo l’insorgenza di danni a carico dei vari organi.
I radicali liberi hanno come obiettivo primario delle loro incursioni le proteine cellulari, che riescono a denaturare alterandone la funzionalità. Notevole è la loro avidità di elettroni, combustibile indispensabile per l’idoneo funzionamento dei mitocondri (le centrali energetiche delle cellule).
La perdita anche di un solo elettrone nell’economia metabolica di un organismo, può avere conseguenze disastrose, innescando una serie di reazioni a catena capaci di rendere praticamente inutile o addirittura dannosa dal punto di vista biologico una molecola.
Alcuni radicali liberi possono addirittura ammanettare due molecole tra loro, creando un composto rigido e inerte, definito “aldeide”, che allorchè accumulato in strutture visco-elastiche, come i tendini, i muscoli o il collagene, possono provocare il deterioramento e l’irrigidimento e infine il precoce invecchiamento.


 


 

 

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