Salute & Benessere
Integratori Alimentari
Longevità ed iperomocisteinemia: potenziale utilità clinica di un nuovo integratore in formulazione spray
Tutte le cellule dell’organismo umano, eccezion fatta per i globuli rossi e le piastrine (che lo perdono nel corso della loro maturazione) possiedono un nucleo nel quale sono contenuti ill DNA e l’RNA. Ambedue sono costituiti da nucleotidi. Questi ultimi, però, possono esistere anche in forma isolata: ne costituisce evidente esempio l’adenosintrifosfato (ATP), definito a ragione “la moneta energetica cellulare”, in quanto la sua molecola è deputata ad incorporare l’energia che si libera dalla demolizione dei nutrienti, in presenza di ossigeno, e di rilasciarla, all’occorrenza, per lo svolgimento delle normali funzioni cellulari (es. movimento, accrescimento, riproduzione, assorbimento etc.).
Il perfetto “funzionamento” degli acidi nucleici e dei nucleotidi richiede una serie di vitamine, cofattori e coenzimi. La carenza di questi ultimi, per insufficiente apporto (stili di vita non idonei) e/o aumentato consumo (inquinamento, infezioni, farmaci), provocherà la riduzione dei livelli di ATP e l’innesco di reazioni chimiche indesiderate, quali la perdita di piccoli frammenti (gruppi metilici) dal DNA, la generazione di un amminoacido tossico (omocisteina) e un aumento relativo dei livelli di radicali liberi, eventi che accelerano l’invecchiamento e incrementano il rischio di patologie cardiovascolari e da stress ossidativo.
Nel vasto panorama dell’offerta farmaceutica orientata alla prevenzione ed al trattamento delle iperomocisteinemie, una delle più rilevanti novità è rappresentata da una formulazione spray orale (Cellfood® DNA RNA, Eurodream, La Spezia) nella quale al principio attivo (Deutrosulfazyme®) il produttore dichiara di aver aggiunto tutti i precursori e cofattori necessari per la biosintesi degli acidi nucleici (trimetilglicina o betaina, amminoacidi quali L-glutammina, L-serina, L-lisina, L-prolina, acido L-aspartico, e vitamine, quali B1, o tiamina, B3, o niacina, B5 o acido pantotenico, B1 o piridossina, B12 o metilcobalamina ed FH, acido folico).
Numerosi i potenziali vantaggi. Infatti, la nuova formulazione consentirebbe ai tessuti – grazie all’immediata ed elevata biodisponibilità dei principi attivi garantite dall’assorbimento sublinguale – di sintetizzare ex novo gli acidi nucleici necessari per la riproduzione cellulare e per la sintesi delle proteine, e di sostituire quelle parti di essi danneggiate da agenti tossici, come i radicali liberi. Inoltre, permetterebbe ai sistemi enzimatici cellulari di apportare la giusta quantità di gruppi metili evitando che la perdita patologica di questi ultimi favorisca l’accelerazione del processo di invecchiamento. Infine, apporterebbe ai sistemi enzimatici cellulari tutti i nutrienti, i cofattori ed i coenzimi necessari per “smaltire” gli eventuali eccessi di “omocisteina”. Quest’ultima è un prodotto “indesiderato” del metabolismo dell’amminoacido essenziale metionina, i cui livelli normali nel plasma sono compresi tra 4 e 17 mmoli/L. Deficit genetici e/o carenze nutrizionali possono ostacolare il “riciclaggio” della sostanza sotto forma di metionina, per cui i livelli ematici di omocisteina superano la soglia di normalità. Ne deriva una condizione di iperomocisteinemia, che è considerata un fattore di rischio associato alla senescenza precoce, a malattie croniche e degenerative ed alle patologie cardiovascolari. A questi vantaggi si aggiungerebbero quelli derivanti dall’aumento dei livelli di ATP ed una più efficace difesa contro i radicali liberi.
La nuova formulazione potrebbe risultare utile nel favorire la guarigione di ferite, es. dopo traumi o interventi chirurgici (per la sua capacità di stimolare i processi di rigenerazione tissutale), nel contrastare gli effetti nocivi delle radiazioni (per la sua capacità di agevolare la riparazione degli acidi nucleici), nell’aumentare i livelli di energia cellulare (per la sua capacità di incrementare la sintesi di ATP), nella prevenzione e nella cura dell’iperomocisteinemia alimentare e delle sue conseguenze, quali l’invecchiamento precoce e le malattie cardiovascolari (per la sua capacità di apportare i nutrienti necessari a “smaltire” l’eccesso dell’amminoacido tossico), nei deficit immunitari (per la sua favorevole azione sul metabolismo degli acidi nucleici) e nella prevenzione e nel trattamento dello stress ossidativo e delle patologie cronico-degenerative ad esso associate, quali l’aterosclerosi, l’Alzheimer, il Parkinson, etc. (per la sua spiccata capacità anti-radicali liberi). Infine, potrebbe essere vantaggioso coadiuvante nel trattamento delle infezioni croniche, dei disturbi della sfera sessuale, delle sindromi asteniche e/o depressive e dell’affaticamento dello sportivo.
Dr. Iorio Eugenio Luigi
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