Eurodream CELLFOOD Ossigeno per la vita
Numero 9 di Martedì 20 Maggio 2008 
 Salute & Benessere   Alimentazione e Diete

 

 Alimentazione e vitamine nella terza età

La malnutrizione nella terza età è un fenomeno molto più diffuso di quanto si possa ritenere. Alterazioni del metabolismo, uso di farmaci e scarso appetito possono determinare carenze vitaminiche e indurre un peggioramento del quadro di salute generale.

La ricetta della longevità? Ogni anziano è in gran parte frutto della sua storia: fondamentale è l’influenza genetica ma più di tutto conta lo stile di vita adottato negli anni. Se è vero che grazie alla ricerca scientifica e all’introduzione di nuove terapie l’aspettativa di vita è notevolmente cresciuta, è anche vero che terza età non è sempre sinonimo di qualità di vita. Il processo di invecchiamento è un fenomeno multidimensionale nel quale hanno un ruolo ugualmente importante fattori biologici, psicologici, sociali ed economici. Tra questi, vanno considerati i cambiamenti nella sfera nutrizionale che possono complicare il quadro di salute generale. 

A partire dalla menopausa per le donne e dall’andropausa per gli uomini, si innesca infatti una serie di alterazioni metaboliche che determinano un decremento del fabbisogno energetico, causa principale di malnutrizione. Gli anziani mostrano generalmente indifferenza e indolenza verso il cibo senza considerare che con il tempo l’apparato digerente diventa meno efficiente nell’utilizzare le proteine, le vitamine e i minerali presenti negli alimenti. Ad aggravare la situazione, il ricorso di molti anziani a farmaci che possono interferire nello stato nutrizionale, modificando il senso dell’appetito, influendo negativamente sull’assorbimento dei principi nutritivi e variando il tempo di transito. 

L’insieme di questi fattori può determinare dunque carenze nutrizionali e vitaminiche importanti che possono provocare a loro volta patologie anche gravi. Integrare l’alimentazione con le vitamine più importanti per la terza età, sempre sotto controllo medico, è quindi la strategia più consigliabile per migliorare la qualità di vita e vivere al meglio la vecchiaia.

Tra le sostanze più importanti per contrastare i processi di invecchiamento cellulare ci sono le vitamine antiossidanti (A, C, E), in grado di proteggere dall’azione dannosa dei radicali liberi: queste molecole «di scarto», prodotte a seguito di varie reazioni chimiche che avvengono all’interno dell’organismo, sono «instabili» in quanto prive di un elettrone e tendono a legarsi con cellule sane provocandone la degenerazione. A questo riguardo, uno studio pubblicato sull’«American Journal of Clinical Nutrition» ha dimostrato che una supplementazione con vitamina C, E, beta-carotene e zinco è indicata nei pazienti colpiti da degenerazione maculare senile, mentre un’altra indagine pubblicata sul «Cochrane Database of Systematic Reviews» ha rilevato che supplementazioni di vitamina C possono migliorare le condizioni di anziani affetti da polmonite.
Anche l’apporto di vitamina D è fondamentale per preservare lo stato di salute delle ossa degli anziani. In questi ultimi, infatti, spesso costretti a casa e poco esposti alla luce del sole, si osserva una riduzione della sintesi di questa vitamina a livello epiteliale, che può indurre stati di carenza con ripercussioni sulla struttura ossea e sulle performance fisiche. 

Non va infine trascurata l’influenza delle vitamine sulle funzioni cognitive degli anziani. Secondo un recente studio pubblicato anch’esso sull’«American Journal of Clinical Nutrition», acido folico e vitamina B12 svolgono un’azione sinergica per preservare le performance cognitive delle persone più avanti con l’età. 



 

 AA.VV.

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